Università degli Studi di Firenze - Dipartimento di Ingegneria Civile
Laura Cammilli
 
               
 
 
LAURA CAMMILLI
DOTTORANDA
presso il Politecnico di Milano

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PRESENTAZIONE

Nata a Firenze il 21/04/1979
Laureata con lode in Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio il 22/04/2005 con una tesi in Ingegneria Sanitaria dal titolo “Applicabilità di un bioreattore a membrana per il trattamento di reflui conciari: indagini sperimentali e di processo” , relatore professor Claudio Lubello
Ruolo attuale Dottoranda del XXI ciclo presso il Politecnico di Milano
Si occupa di applicabilità di MBR per il trattamento di reflui tessili ed dei rifiuti liquidi, rimozione delle sostanze pericolose.


ATTIVITA' DI RICERCA ATTUALE

Durante il lavoro di tesi mi sono occupata del trattamento dei reflui conciari ad opera di un MBR (con membrane Mitsubishi operanti nel campo della microfiltrazione) analizzando il processo biologico mediante l'ausilio di tecniche respiromentriche per la caratterizzazione della biomassa presente nel reattore, ed infine applicando un modello matematico adattato alla configurazione dell'impianto pilota ed alle caratteristiche del refluo conciario in ingresso. Il modello è stato utilizzato al fine di valutare l'adeguatezza dei dati raccolti mediante le analisi chimico-fisiche e di indagare l'utilità delle prove respirometriche.
Attualmente il lavoro di ricerca si è spostato nell'ambito del trattamento di reflui di origine tessile con particolare riguardo alla eliminazione delle sostanze pericolose. L'obiettivo è verificare l'eventuale biodegradazione totale o parziale di tali composti, in particolare effettuare il confronto tra l'impianto di Calice (gestito da G.I.D.A) e l'impianto pilota MBR operante sullo stesso ingresso. Per far ciò è stata prevista una campagna di prelievi che permetta il monitoraggio qualitativo e quantitativo di tali composti nelle varie sezioni dell'impianto e nel permeato dell'impianto pilota.
Il pilota in questione è dotato di una vasca di denitrificazione (circa 3 m 3 ) ed una di nitrificazione (circa 8 m 3 ), le membrane sono contenute in una apposita vasca esterna fortemente aerata al fine di mantenere in movimento le membrane e quindi di rallentare lo sporcamento. L'impianto elabora circa 1 m 3 /h di refluo prelevato dalla vasca di equalizzazione di origine mista civile industriale contenente inoltre una frazione di rifiuti liquidi.
Prove respirometriche, inoltre, hanno permesso la caratterizzazione della biomassa nitrificante e sono al momento utilizzate nel tentativo di individuare gli effetti inibenti di alcune sostanze presenti nel refluo sull'attività della biomassa autotrofa ed eterotrofa.

 

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